Architettura modulare ibrida: nuovo modo di progettare

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Architettura modulare ibrida, il progetto di Proxima che cambia gli spazi abitativi

L’architettura modulare ibrida sta ridefinendo il concetto di edilizia flessibile e sostenibile. Questo approccio ibrido consente di combinare i vantaggi della prefabbricazione, come velocità e precisione, con la solidità e la durabilità dei metodi costruttivi convenzionali. Il risultato è un’edilizia più efficiente, capace di adattarsi a contesti e necessità diverse, sia nel settore residenziale che in quello commerciale e industriale.

Che è quello a cui ha puntato Proxima, con il suo Tecnomodulo presentato di recente a Casa Siemens.

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Il progetto Proxima

Il Tecnomodulo PROXIMA® è un brevetto frutto dell’attività iniziata nel 2017 con la ricerca dottorale dell’arch. Joseph di Pasquale, presso il Dipartimento ABC, con i professori Elena Mussinelli, Andrea Tartaglia e con il professor Gianpaolo Cugola del Deib.

Si fonda sul concetto di architettura modulare ibrida, un sistema che integra una struttura madre durevole (fino a 100 anni) con moduli intercambiabili progettati per un ciclo di vita più breve (circa 20 anni). Questi tecnomoduli, dedicati a specifiche funzioni come impianti sanitari o postazioni di lavoro remoto, possono essere sostituiti o aggiornati con facilità, senza interventi invasivi sull’edificio. Questo approccio garantisce una flessibilità senza precedenti, permettendo di adattare gli spazi in base alle esigenze nel tempo.

Architettura modulare ibrida, il progetto di Proxima che cambia gli spazi abitativiArchitettura modulare ibrida, il progetto di Proxima che cambia gli spazi abitativi

Grazie a un finanziamento europeo nell’ambito del programma NextGenerationEU, è stato realizzato un prototipo che inaugura una nuova era per l’edilizia, basata su moduli plug-in tecnologici e soluzioni altamente intercambiabili.

“La direzione verso cui l’innovazione tecnologica in genere sembra orientarsi oggi non è più soltanto sull’invenzione di prodotto ma anche e soprattutto sull’innovazione dei processi, sul concetto di replicabilità anche solo parziale dei componenti, sulla loro intercambiabilità e riutilizzabilità nel tempo. Il tecnomodulo Proxima va in questa direzione. La riduzione dell’impronta ambientale passa molto di più da questo genere di approcci che non dal proliferare incontrollato e controproducente di regolamenti e certificazioni”, dichiara Joseph di Pasquale, coordinatore del progetto Proxima

Caratteristiche principali

Le strutture modulari ibride garantiscono un’elevata flessibilità progettuale, permettendo un alto grado di personalizzazione e adattandosi a esigenze estetiche e funzionali differenti. I moduli possono essere assemblati in modi diversi per creare spazi unici e ampliabili nel tempo.

L’efficienza costruttiva è un altro aspetto fondamentale: l’uso di moduli prefabbricati consente di ridurre i tempi di realizzazione fino al 50% rispetto alle costruzioni tradizionali, con un maggiore controllo della qualità e una significativa riduzione degli sprechi di materiali.

L’ibridazione permette inoltre di combinare materiali tradizionali, come cemento e acciaio, con materiali avanzati come il legno lamellare e i biocompositi, migliorando così le prestazioni energetiche e strutturali degli edifici. Grazie alla modularità e alla prefabbricazione, l’impatto ambientale della costruzione si riduce sensibilmente, con minori emissioni di CO₂, un utilizzo più efficiente delle risorse e una drastica riduzione dei rifiuti di cantiere. Questa tipologia di edifici si distingue anche per la sua versatilità d’uso, adattandosi a diversi contesti, dalle abitazioni private agli spazi commerciali, dalle scuole agli ospedali, fino a soluzioni temporanee per emergenze abitative.

Costi ridotti e autoaggiornamento

Attualmente, il settore edilizio fatica a soddisfare la crescente domanda di nuove costruzioni e i modelli abitativi tradizionali risultano obsoleti rispetto alle esigenze contemporanee. Il Tecnomodulo Proxima introduce una vera industrializzazione del processo costruttivo, abbattendo i costi grazie alla produzione su larga scala e promuovendo un’economia circolare. In questo modo, l’edificio non è più visto come un semplice manufatto, ma come un sistema in grado di offrire servizi su misura per chi lo abita.

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L’aggiornamento tecnologico consente ai moduli di autoconfigurarsi e connettersi in rete tramite sistemi di gestione remota.

Inoltre, grazie alla “sensoristica comportamentale”, è possibile monitorare i consumi energetici e analizzare le abitudini degli utenti, trasformando l’interazione tra edificio e abitante in un sistema intelligente e simbiotico.

I vantaggi dei sistemi costruttivi ibridi

L’adozione di sistemi costruttivi ibridi offre numerosi vantaggi rispetto ai modelli tradizionali. Come già precisato prima, garantisce massima flessibilità grazie alla sua natura “plug-out e plug-in”, che consente di sostituire, aggiornare e riconfigurare i componenti, così da permettere agli utenti di adattare l’edificio alle proprie necessità e ai cambiamenti nel tempo, assicurando una maggiore versatilità abitativa.

I vantaggi dei sistemi costruttivi ibridiI vantaggi dei sistemi costruttivi ibridi

Ma non c’è solo questo; la prefabbricazione consente di realizzare fino all’80% della struttura prima dell’assemblaggio in cantiere, riducendo drasticamente i tempi di costruzione. Il controllo della produzione e la diminuzione dei tempi di cantiere comportano un notevole risparmio economico. Inoltre, grazie all’uso di materiali isolanti e tecnologie avanzate, gli edifici modulari ibridi garantiscono prestazioni energetiche elevate, abbattendo i consumi e i costi di gestione.

Dal punto di vista della sicurezza strutturale, la combinazione di materiali e la progettazione modulare conferiscono agli edifici una maggiore resistenza sismica, rendendoli più sicuri in caso di eventi tellurici. Infine, la modularità permette di modificare o ampliare l’edificio nel tempo senza interventi invasivi, offrendo così una soluzione abitativa dinamica e adattabile alle esigenze future.

I materiali che si possono utilizzare

I sistemi costruttivi ibridi più diffusi combinano materiali come acciaio, cemento, legno e bio-materiali per sfruttare le caratteristiche specifiche di ciascuno. L’acciaio e il cemento armato vengono impiegati soprattutto in edifici alti e infrastrutture, grazie alla resistenza alla trazione dell’acciaio e alla capacità del cemento armato di sopportare la compressione, garantendo stabilità e resistenza al fuoco. Nelle strutture che combinano cemento e legno, il cemento funge da nucleo portante mentre il legno, spesso utilizzato per il telaio, conferisce sostenibilità e flessibilità, rendendo questa soluzione ideale per edifici multipiano.

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L’integrazione tra legno e acciaio sfrutta invece la leggerezza e le proprietà isolanti del legno insieme alla resistenza dell’acciaio, con il primo impiegato per le strutture orizzontali e il secondo per il telaio verticale. Alcuni edifici adottano una combinazione di cemento, acciaio e legno, utilizzando un nucleo cementizio con travi e colonne in acciaio e legno per ottimizzare la distribuzione dei carichi e migliorare l’efficienza strutturale. Infine, l’impiego di bio-materiali con cemento o legno, come biochar e fibre vegetali, arricchisce le proprietà ecologiche dell’edificio, migliorando isolamento termico e sostenibilità complessiva.

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