L’agrumicoltura italiana riveste un ruolo strategico a livello internazionale, con una produzione annua di 3,2 milioni di tonnellate e un valore di oltre 1,.800 milioni di euro. La qualità organolettica dei prodotti, favorita dalla posizione geografica, contribuisce alla distinzione dell’Italia per sostenibilità, attenzione alla salute del consumatore e legame con la dieta mediterranea.
Nel contesto, il CREA rappresenta un punto di riferimento scientifico per il settore, promuovendo innovazione e competitività attraverso il trasferimento tecnologico. Anche quest’anno si è tenuto il Citrus Day, evento annuale organizzato dal CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura presso la sede di Acireale: un momento di confronto tra la ricerca e gli stakeholder del settore. La giornata si è articolata in una mostra pomologica con numerose varietà di agrumi, comprese quelle già brevettate e in corso di registrazione, seguita da un convegno sulle attività di ricerca del CREA.
Da sx: Enzo Perri, Direttore CREA Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura; Andrea Rocchi, Presidente CREA; Cristina Giannetti, Ufficio Stampa CREA; Silvia Di Silvestro, Responsabile della sede Acireale del Centro Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura).
La sostenibilità ambientale è un pilastro della ricerca CREA, che promuove l’uso di microrganismi e batteri azotofissatori per ridurre i fertilizzanti sintetici, pratiche agricole come inerbimenti e agroforestazione per aumentare il sequestro di anidride carbonica e la salvaguardia dell’ambiente con tecniche di riduzione dei consumi idrici ed energetici.
La sede di Acireale, con oltre 150 anni di attività, ha svolto un ruolo chiave nella diffusione delle varietà agrumicole in Italia, intervenendo su ogni aspetto della filiera, dalla scelta varietale alle tecniche colturali, dalla difesa fitosanitaria alla trasformazione e valorizzazione dei sottoprodotti.
Attualmente, il CREA OFA di Acireale gestisce 15 progetti finanziati dall’Unione Europea, dal Ministero all’agricoltura, dai Piani di Sviluppo Rurale (PSR) regionali e da produttori italiani, con l’obiettivo di migliorare la qualità degli agrumi, aumentarne la resistenza alle malattie e sviluppare tecnologie sostenibili per la coltivazione e la trasformazione.
Durante l’evento, si è tenuta una Tavola Rotonda dal titolo “Strategie per la sostenibilità della filiera agrumicola nazionale, tra cambiamenti climatici e crisi di mercato“, con la partecipazione di Federica Argentati, Presidente Distretto produttivo Agrumi di Sicilia, Vito Amantia per Coldiretti Sicilia, Salvatore Laudani, Presidente di FRESHFEL Europe, Mkt Unifrutti Europe, Rosario Marchese Ragona, Presidente Confagricoltura-Sicilia, Graziano Scardino, Presidente CIA-Sicilia, Salvatore Milluzzo per il Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp, Stefano La Malfa ordinario di arboricoltura, Di3A Università di Catania, Alessandro Monteleone del CdA CREA e Silvia Di Silvestro del CREA OFA.
“La qualità organolettica dei prodotti, dovuta anche alla posizione geografica privilegiata – ha esordito il presidente del CREA, Andrea Rocchi – permette all’agrumicoltura italiana di distinguersi per sostenibilità, attenzione alla salute del consumatore e forte identità legata a dieta mediterranea e territorio. Come CREA, da oltre 150 anni siamo il punto di riferimento scientifico della filiera e lavoriamo costantemente sull’innovazione e la competitività, con uno sforzo sempre maggiore verso il trasferimento tecnologico”.
“Gli spunti che sono emersi durante i lavori hanno messo l’accento sull’importanza della cooperazione in agricoltura – ha detto Silvia Di Silvestro, Responsabile della sede Acireale del Centro Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura – che può essere un motore di sviluppo sostenibile, in grado di coniugare crescita economica, coesione sociale e tutela dell’ambiente. Le conclusioni sono state affidate ad Alberto Cavazzini, Direttore tecnico scientifico del CREA, mentre Salvatore Barbagallo, Assessore all’agricoltura della Regione Siciliana, ha illustrato le misure regionali a sostegno dell’agrumicoltura, con particolare riferimento alla gestione delle risorse idriche”.
“Le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA) rappresentano uno strumento volto a tutelare la tipicità dei prodotti locali, adattandoli alle nuove richieste dei consumatori e delle sfide climatiche – ha spiegato dal canto suo Concetta Licciardello, Primo Ricercatore CREA /OFA – Il CREA di Acireale sta utilizzando le TEA per migliorare la qualità dei frutti di agrumi, anche al fine di garantire un prodotto “pigmentato” laddove le condizioni climatiche non sono sempre favorevoli, introdurre la resistenza al Malsecco; il tutto perfettamente in linea con quanto richiesto dalla regolamentazione vigente. Ecco che tradizione, innovazione varietale e innovazione tecnologica convergono verso un obiettivo comune”.
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