Oricchio, presidente della sezione giurisdizionale della Campania: anche grazie all’operato della Regione Campania dobbiamo dare atto che siamo arrivati alla Corte Costituzionale per la legge sull’autonomia
Dalla gestione dei fondi del Pnrr alla frammentarietà dei sistemi di governo, è un quadro a tinte fosche quello tratteggiato dal presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Campania, Michele Oricchio, alla presentazione della inaugurazione dell’anno giudiziario. «Gli sprechi nella pubblica amministrazione — ha esordito — hanno la loro origine in un sistema multilivello di governo complesso, costoso, dispendioso e che offre molteplici possibilità di un utilizzo anomalo del denaro pubblico».
Sotto la lente di ingrandimento della magistratura contabile finisce così ancora una volta il fiume di denaro — oltre 190 miliardi di euro — destinato al Piano nazionale di ripresa e resilienza. «C’è preoccupazione per l’utilizzo corretto dei fondi — ha aggiunto —. Correre per ottenere i risultati può aumentare i rischi. Il timore è che, quando sarà finito tutto, rimarranno solo debiti e opere poco utili per la collettività». Il presidente Oricchio ha lanciato l’allarme ieri mattina nel corso della conferenza stampa indetta alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile che si terrà oggi a Villa Pignatelli: «Se si allentano troppo i controlli in corso di attività, il rischio che si colgano occasioni per appropriarsi di fondi non dovuti potrebbe aumentare». E ancora: «Non vorrei che pur di raggiungere risultati con l’Europa vengano effettuate attività poco utili e molto costose. Ricordiamo che una parte dei fondi dovrà essere poi restituita dai nostri figli». Oricchio ha poi messo in guardia dalle insidie che si celerebbero dietro la svolta green sulla quale da tempo sta spingendo Bruxelles: «Il settore vede impegnate le società che spesso ottengono incentivi pubblici non dovuti».
Il magistrato, nel corso dell’incontro con la stampa, ha stigmatizzato gli sprechi nella pubblica amministrazione, spiegando che «siamo ancora lontani dagli standard medi del corretto funzionamento». Sprechi che, stando a quanto ipotizzato dal numero uno dei giudici di via Acton, «hanno origine in un sistema multilivello di governo estremamente complesso, costoso, dispendioso e che offre molte possibilità di un utilizzo anomalo del denaro pubblico». Secondo il presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti campana «da quando c’è stata la riforma del titolo V della Costituzione si è creato un sistema di Regioni, Province e altri enti che sorgono come funghi. Ognuno di questi gestisce in maniera più o meno autonoma il denaro pubblico e spesso lo fa in maniera assolutamente impropria».
Per Oricchio è dunque più che mai urgente correggere a monte questo sistema: «Dobbiamo dare atto che, anche grazie all’operato della Regione Campania, siamo arrivati alla Corte Costituzionale per quello che concerne la legge sulla legittimità della legge sull’autonomia differenziata che di questo sistema sarebbe stato il punto di non ritorno». La Consulta, ha poi ricordato, «ha messo dei paletti ben precisi e ribadito il concetto di unitarietà dello Stato e quindi la necessità che ci siano dei principi che valgano per tutti i cittadini e che speriamo trovino attuazione, riducendo queste forme di gestione libera del denaro pubblico anche attraverso leggi, leggine, regolamenti e decreti che molto spesso fanno da copertura per un utilizzo del denaro che francamente lascia perplessi».
Tra tante ombre sembra esserci però anche uno sprazzo di luce che arriva dall’operato di Palazzo Santa Lucia e dal lavoro svolto nel corso dei cinque anni di mandato del governatore Vincenzo De Luca, che si chiuderà a fine anno: «La nostra sensazione è che sia stato intrapreso un cammino virtuoso», ha affermato il magistrato contabile rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un parere sulla gestione del denaro pubblico da parte della Regione Campania. «Si partiva da una posizione molto difficile – ha proseguito – Qualche anno fa arrivavano giudizi per triplicazione di rimborsi per prestazioni sanitarie. Le Asl non si coordinavano e si registravano esborsi a seguito di decreto ingiuntivo, a seguito di transazione e in via ordinaria. Su questo aspetto si è lavorato molto, anche grazie all’attività della Procura e quindi il percorso sta sicuramente portando a un miglioramento del funzionamento dei servizi che la Regione è in grado di offrire ai suoi cittadini. Il punto di partenza era abbastanza complicato, ma c’è ancora tanto da fare».
Allo stesso tempo Oricchio ha ricordato che, di recente, la Regione è finita sotto la lente di ingrandimento dei magistrati contabili per le attività di controllo sulla sanità privata e sulla vicenda che ha portato a giudizio sette consiglieri regionali in relazione ai fondi erogati ai componenti dell’Assemblea legislativa.
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