Taiwan sequestra mercantile del Togo che ha tranciato un cavo sottomarino

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Tranciato un cavo sottomarino nello Stretto di Taiwan. Subito è stato intercettato dalla Guardia costiera di Taiwan un mercantile battente bandiera del Togo, con equipaggio cinese, riferisce l’agenzia Cna, precisando che l’imbarcazione è stata posta sotto sequestro e l’equipaggio fermato in attesa degli esiti delle indagini. Resta da chiarire infatti si tratti di un atto doloso o di un incidente.

Cosa è successo

La Guardia costiera di Taiwan ha reso noto di essere stata allertata intorno alle 3 di oggi dalla Chunghwa Telecom, società di telecomunicazioni a Taiwan, del danneggiamento del cavo sottomarino in fibra ottica che ‘collega’ Taiwan con le isole Penghu. Per la Guardia costiera non si può escludere si sia trattato di un’operazione nel contesto delle tattiche della “zona grigia”, spesso impiegate dalla Cina, che implicano un atto di interferenza ostile.

E’ in corso un’indagine per accertare se si sia trattato di un atto doloso, ha confermato all’agenzia Dpa la portavoce del governo di Taiwan, Michelle Lee Hui-chih. Al Guardian un portavoce della Guardia Costiera ha spiegato che l’area interessata dall’ ‘incidente’ era sotto stretta sorveglianza da parte delle autorità di Taiwan. Secondo l’agenzia Cna, il 22 febbraio il mercantile era stato avvisatato a circa 925 metri dal cavo ora danneggiato.

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La Guardia costiera era arrivata sul posto intorno alle 2.30 e aveva notato che il mercantile Hong Tai era all’ancora a circa sei miglia nautiche dal poto di Tainan e aveva intimato all’imbarcazione di lasciare l’area. Poi circa 30 minuti dopo è arrivata la segnalazione dell”incidente’. L’imbarcazione è stata intercettata e scortata al porto di Anping.

Al giornale britannico dalla Guardia costiera hanno riferito che il mercantile non ha risposto ai tentativi delle autorità di comunicare né con i sistemi in dotazione né via radio. L’agenzia Cna cita la stessa Guardia Costiera secondo cui via radio l’equipaggio ha riferito di essere a bordo della Hong Tai 168, mentre per il sistema di identificazione automatica si trattava della Hong Tai 58.

Secondo il Guardian non è affatto chiara la proprietà della nave e i dati di registrazione mostrano almeno tre nomi diversi associati al numero di identificazione dell’unità navale. Per la Guardia costiera di Taiwan, riporta la Cna, l’imbarcazione opera con “capitale cinese”. Verrà tutto accertato dall’inchiesta, assicurano da Taiwan, isola di fatto indipendente ma che la Cina considera una “provincia ribelle” e per la quale vuole la “riunificazione”. Intanto le comunicazioni sono state ‘dirottate’ su altri cavi, come confermato dal ministero per gli Affari digitali di Taipei.

I precedenti

L’incidente denunciato nelle ultime ore dall’isola è solo l’ultimo di una serie, almeno nell’area, senza considerare il ‘mistero’ dei cavi sottomarini danneggiati negli ultimi mesi nel Mar Baltico. Più del 95% del traffico internet viene assicurato da cavi sottomarini, come ha rimarcato di recente il segretario generale della Nato, Mark Rutte.

A gennaio le autorità di Taiwan avevano riferito di indagini su un’imbarcazione battente bandiera del Camerun e di proprietà cinese, la Shunxing 39, sospettata di aver trascinato l’ancora e danneggiato un cavo a nordest dell’isola che la collega con gli Stati Uniti. In quell’occasione, la Guardia Costiera di Taiwan aveva ordinato all’unità navale di rientrare nelle acque di Taiwan. Gli agenti non erano riusciti a salire a bordo dell’imbarcazione, poi ripartita in direzione Corea del Sud.

Risale al febbraio dello scorso anno il danneggiamento di due cavi, a distanza di sei giorni uno dall’altro, nei pressi delle isole Matsu, di fronte alle coste cinesi. Finirono sotto accusa due navi cinesi, un peschereccio e un mercantile. Mai un’accusa formale di atto doloso.

Le ‘reti sottomarine’, ha evidenziato di recente il Guardian, sono state spesso indicate come una delle principali vulnerabilità nella difesa delle infrastrutture di Taiwan da attacchi della Cina, che considera l’isola di fatto indipendente come una “provincia ribelle” da “riunificare”.

Intanto il ministero della Difesa di Taiwan ha segnalato di aver rilevato nelle ultime ore la presenza intorno all’isola di 12 velivoli e 14 unità navali militari cinesi più una della Guardia Costiera. Oltre a due palloni aerostatici, il cui obiettivo non è ancora ben chiaro. E, denunciano da Taiwan, in dieci occasioni i velivoli hanno superato la cosiddetta ‘linea mediana’ dello Stretto di Taiwan, che Pechino non riconosce.

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