Corte dei conti, indagine sulle ricette di Fentanyl «sospette»: un medico ne avrebbe fatte 300

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di
Alberto Zorzi

Prescrizioni sotto la lente, denuncia dell’Usl di Venezia. L’attacco alla riforma «Consente l’illegalità»

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C’è il fascicolo sulle «cerniere» del Mose, che il procuratore regionale Paolo Crea assicura essere in dirittura d’arrivo: «Ci sono stati degli aumenti di costi ma che non necessariamente sono un danno erariale, ci sono valutazioni tecniche complesse da fare», afferma, rassicurando però che non ci sono pericoli di cedimento o problemi di funzionamento. La raffica di fascicoli su dipendenti pubblici che a tutti i livelli hanno svolto incarichi non autorizzati (per esempio un preside di scuola che faceva l’allenatore di calcio: la procura gli chiede 192 mila euro), chi ha ottenuto milioni pubblici senza diritto, tra bonus edilizi, energetici e per l’agricoltura, fino al reddito di cittadinanza. Ma anche la malpractice sanitaria e un caso particolarissimo nato proprio da una denuncia dell’Usl 3 Serenissima: ovvero alcuni medici di base che prescrivevano in maniera eccessiva e «sospetta» il Fentanyl, potente analgesico se usato sotto controllo, ma se lasciato al libero uso la cosiddetta «droga degli zombie».

I casi nel mirino

Nel caso di un medico sarebbero state trovate 300 prescrizioni e l’azienda sanitaria – nell’ambito dei controlli sull’appropriatezza prescrittiva – ha deciso di segnalarlo sia alla magistratura penale che a quella contabile: anche perché se il farmaco è prescritto per finalità non consone ma pagato con il ticket si crea il danno all’erario. Un altro filone importante riguarda una maxi-inchiesta in tutta Italia su centinaia di bidelli che hanno preso l’incarico senza averne i titoli, grazie a veri e propri «diplomifici» che hanno consentito loro di superare in graduatoria chi invece i requisiti li aveva. Tre milioni sono contestati per la gestione dei migranti del territorio di Verona, dopo la denuncia della prefettura locale. Martedì è stato aperto l’anno giudiziario della Corte dei Conti ed è stata l’occasione per fare il punto sull’attività nel 2024.




















































La scontro sulla riforma

La presidente Marta Tonolo ha però voluto dedicare la sua relazione letta nella sala di palazzo Camerlenghi non tanto a numeri e casi, quanto alla sua opposizione alla riforma in discussione in Parlamento, che a detta anche dello stesso Crea rischia di depotenziare la Corte dei Conti, estendendo quello «scudo erariale» nato ai tempi del Covid e più volte prorogato, da ultimo fino al 30 aprile 2025. «C’è un malcelato senso di avversione verso di noi, ci viene addebitata la paura della firma che affligge l’amministrazione – sottolinea Tonolo – La cosiddetta “riforma Foti” limita la responsabilità e la esclude in alcuni casi, proprio nei settori come appalti e finanziamenti pubblici che sono maggiormente a rischio». Una delle ipotesi in corso di discussione è anche quella di mettere un tetto al risarcimento. «La collettività rischia di accollarsi ancor più il costo della devianza degli amministratori e dei pubblici dipendenti – aggiunge – Consentire l’illegalità non è morale». «Paura della firma? – spiega Crea – Mi sembra eccessivo che 3 milioni di funzionari pubblici abbiano paura di uno sparuto esercito di 100 pm contabili in tutta Italia. Qui in Veneto siamo in 5 e abbiamo 4 mila fascicoli complessivi».

I numeri

La procura solo nel 2024 ha ricevuto 1.276 esposti o denunce, ma ben 744 sono stati immediatamente archiviati. «Le segnalazioni sono spesso riferite a fenomeni marginali, di frequente animate da spirito ritorsivo anziché da sano senso civico – accusa il procuratore – Noi preferiamo concentrarci su fenomeni più ampi». Lo scorso anno ci sono state condanne per 13 milioni di euro (meno rispetto ai 44 del 2023, «gonfiati» però da una maxi-sentenza sul fotovoltaico), ma sono stati anche recuperati 5,1 milioni di euro, di cui 2,7 per il centro protonico dell’Usl 3; ma anche 540 mila euro solo per aver evidenziato alle amministrazioni dei problemi poi risolti prima di arrivare al processo. La presidente ha poi denunciato la riduzione della pianta organica (ora 6 magistrati) e la mancata sostituzione di un collega.

Pedemontana e Cortina

Nel 2025 il nostro impegno sarà soprattutto sui grandi appalti, per esempio quelli delle Olimpiadi», spiega Crea. La procura ha anche un fascicolo aperto da tempo sulla Pedemontana, che è nel mirino pure della sezione di controllo della Corte, guidata dal presidente Francesco Uccello. «Erano state fatte valutazioni forse non coerenti – aggiunge il procuratore – vedremo che impatti ci sono sul bilancio regionale». Il governatore Luca Zaia, in prima fila, ostenta tranquillità: «Per noi la Corte è un compagno di viaggio, siamo stati i primi a dare i collegamenti informatici diretti per controllare la spesa pubblica – ha detto – L’interesse comune è tutelare le risorse dei cittadini». Idem per gli appalti: «Quelli delle Olimpiadi non sono nostri, ma vorrei dire che dove c’è un cantiere non ci sono ladri, ma amministratori e persone oneste che portano avanti con fatica opere difficili: se c’è invece chi si comporta male, va punito».

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