”La verità sulla strage di Bologna è scritta. Allarmanti le parole di Lollobrigida”

Effettua la tua ricerca

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#finsubito

Sconto crediti fiscali

Finanziamenti e contributi

 


Intervento del Coordinamento nazionale delle associazioni dei familiari delle vittime delle stragi

“Non è il sacrosanto diritto di critica che contestiamo all’onorevole Lollobrigida, ma l’auspicio, che chiaramente emerge, di poter usare le leve del potere per riscrivere la storia a proprio vantaggio ritenendo di potersi arrogare, in questo caso, il potere di fare emergere la ‘verita’ su fatti e vicende cui solo la magistratura è preposta a occuparsene senza interferenze di alcun genere e tantomeno politiche”. Il Coordinamento nazionale delle associazioni dei familiari delle vittime delle stragi alza la voce, e chiede l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver letto che in una chat, Francesco Lollobrigida “allora sul punto di essere nominato ministro”, e la collega di partito Paola Frassinetti, si leggeva: “Sulla strage di Bologna vi invito a tenere toni bassi. Se andremo al governo, potremo avere l’occasione di far emergere la Verità ma evitiamo accuratamente polemiche. Grazie”. Si trattava, ricordano i parenti delle vittime, della risposta alla sollecitazione di Frassinetti che, sulla strage, aveva scritto “Che vergogna però! Tutti sanno che è una sentenza sbagliata e persistono in nome dell’antifascismo a nascondere la verità…”. La verità sul 2 agosto c’è, ribattono oggi i familiari con un comunicato del Coordinamento: “Le sentenze definitive degli ultimi 30 anni hanno ben individuato la collocazione politica e isolato le responsabilità dei vari imputati e, tra queste, in merito alla strage di Bologna, cui Lollobrigida e Frassinetti si riferivano, la Corte di Cassazione, il 15 gennaio 2025, ha condannato all’ergastolo Gilberto Cavallini, in via definitiva, facendo emergere in tal modo la verità che probabilmente il ministro Lollobrigida sperava che non emergesse”. Ma resta il fatto che le sue parole “non possono che allarmare”.

Quelle parole dette dall’attuale ministro dell’Agricoltura, “per quanto in un momento in cui non aveva incarichi di governo, presaghe e preveggenti anticipatrici di quello che oggi” restano un fatto grave. E tutto ciò avviene davanti “agli occhi dei cittadini, spettatori delle tante iniziative di cui questo Governo si sta facendo promotore, si profilano come volte a interferire sugli apparati statali, su libertà di stampa e diritto alla informazione, sulla indipendenza della magistratura o, con il decreto sicurezza, sugli stessi Servizi segreti”. Il Coordinamento nazionale delle associazioni dei familiari vittime delle stragi, condanna quindi “ogni atteggiamento, affermazione e iniziativa che faccia scadere e naufragare il dibattito politico, fuori dall’alveo della legalità, in ambiti che lo allontanino dalla ricerca di verità e della giustizia, con arrogante dispregio dei diritti sanciti dalla Costituzione”; e si appella “al nostro presidente della Repubblica perché possa continuare a essere, da garante della Costituzione, il primo e più solido argine di fronte a qualsiasi tentativo di minare la nostra democrazia”. 

In calce al comunicato del Coordinamento nazionale delle associazioni dei familiari delle vittime delle stragi compaiono le firme di Sergio Amato, figlio del magistrato Mario Amato, ucciso dai Nar; Paolo Bolognesi presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna; Salvatore Borsellino, presidente del Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio; Nunzia e Flora Agostino, e Nino Morana sorelle e nipote dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini; Paola Caccia, figlia del magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dalla ‘ndrangheta; Giuseppa e Tommaso Catalano, sorella e fratello dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio; Daniele Gabrielli, vicepresidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili; Roberta Gatani, nipote del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio, Luana Ilardo, figlia di Luigi Ilardo, ucciso a Catania mentre stava per entrare nel programma di protezione per i collaboratori di Giustizia; Angela e Gianluca Manca, madre e fratello dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia; Rosaria Manzo, presidente Associazione familiari vittime della strage del Rapido 904; Manlio Milani, presidente associazione familiari vittime della strage di Piazza della Loggia; Brizio e Donata Montinaro, fratello e sorella dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci; Stefano e Nunzia Mormile, fratello e sorella dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘Ndrangheta; Federico Sinicato, presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza Fontana; Franco Sirotti, fratello di Silver, vittima della strage dell’Italicus. 

Conto e carta

difficile da pignorare

 



Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *