Corigliano Rossano, il porto verso un nuovo progetto di sviluppo | VIDEO

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Tra terra e mare prende forma un’iniziativa urbanistica per il porto di Corigliano Rossano. L’Università di Trento, con il patrocinio del Comune, ha avviato un percorso per candidare il piano di sviluppo dell’area portuale al Padiglione italiano della Biennale di Architettura di Venezia 2025. Il lavoro si inserisce in una visione più ampia già avviata nel 2006 con la redazione del Piano Regolatore Portuale, un documento che ricevette riconoscimenti a livello nazionale. Alla guida del progetto c’è l’architetto Pino Scaglione, docente dell’Università di Trento, che coordina un gruppo di esperti per elaborare nuove strategie. L’obiettivo non è solo teorico, ma punta a coinvolgere cittadini, istituzioni e studenti nella costruzione di un futuro più sostenibile e integrato con il territorio. L’idea centrale del progetto è trasformare il porto in uno spazio multifunzionale, capace di valorizzare il turismo, la cultura e l’economia locale. «Il porto può diventare un polo attrattivo – spiega Scaglione – uno spazio che dialoghi con la città e il paesaggio agricolo circostante». Attualmente l’area portuale è poco sfruttata e non ha una vocazione industriale marcata. Questo permette di ripensare il suo sviluppo in una direzione che possa connettere il mare con la città, attraverso nuovi servizi e attività. Gli studenti dell’Università di Trento, insieme a professionisti del settore, stanno lavorando su idee concrete per rilanciare l’area. Tra le proposte in discussione ci sono spazi pubblici, aree verdi, strutture turistiche e luoghi per eventi. L’Autorità di Sistema Portuale sta valutando nuove strategie di sviluppo e il progetto dell’Università si inserisce in un momento chiave per definire il futuro dello scalo.

Un laboratorio permanente per lo sviluppo del porto

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Il team guidato da Scaglione intende proporre all’amministrazione comunale di istituire un laboratorio permanente all’interno dell’area portuale. Questo spazio diventerebbe un punto di riferimento per le attività di studio e progettazione, coinvolgendo la comunità locale. L’obiettivo è garantire una pianificazione urbanistica che tenga conto delle reali necessità del territorio, evitando decisioni calate dall’alto. Durante gli incontri di presentazione del progetto, è stato sottolineato come il porto non sia adatto a grandi industrie pesanti, ma si presti meglio a uno sviluppo legato ai settori agricolo, turistico e culturale. In passato, era stata valutata la possibilità di accogliere aziende del settore energetico, ma questa prospettiva oggi appare meno adatta. «L’area portuale va ripensata con una logica di sostenibilità e integrazione», evidenzia Scaglione. Parallelamente alle proposte progettuali, si sta lavorando alla stesura di un documento di programmazione preliminare, primo passo verso un nuovo Piano Regolatore Portuale. Questo strumento definirà le funzioni strategiche dell’area e le modalità di sviluppo. L’idea di una maggiore interconnessione tra porto e città è vista con favore dall’amministrazione comunale, che punta a valorizzare gli spazi attualmente poco utilizzati. L’assessore all’Urbanistica Tatiana Novello ha espresso interesse per il progetto, sottolineando l’importanza di garantire una visione coerente con le necessità della città. Tra le ipotesi in discussione c’è la possibilità di arretrare la zona di sicurezza per creare aree pubbliche e servizi per i visitatori. «Tutte le idee sono benvenute, ma è necessario valutare quali siano realizzabili», ha dichiarato l’assessore. Nel dibattito emergono posizioni diverse tra chi sostiene una visione più turistica e chi insiste sulla necessità di mantenere attività industriali e commerciali. Secondo il responsabile dell’ufficio amministrativo portuale Lucio D’Amore, la pianificazione deve considerare tutte le funzioni essenziali per il porto, inclusi gli spazi dedicati alla pesca professionale, all’industria e al traffico commerciale. Il progetto dell’Università di Trento rappresenta un’occasione per aprire un confronto tra istituzioni, professionisti e cittadini. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra le esigenze economiche e la volontà di valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale. Il futuro del porto di Corigliano Rossano è ancora da definire, ma il percorso avviato potrebbe rappresentare un passo concreto verso una trasformazione significativa.

  



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