Il presidente Bardi alla presentazione della Coppa Italia delle Regioni di ciclismo… La Basilicata, però, non ospiterà eventi

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La Coppa Italia delle Regioni, l’avvincente challenge tra gli atleti e i migliori team ciclistici italiani e internazionali, inserita nel prestigioso circuito ProSeries e nel calendario UCI Europe Tour, e promossa e coordinata dalla Lega del Ciclismo Professionistico insieme alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che torna nel 2025, dopo la prima edizione dello scorso anno, con un programma ancora più ricco e di altissimo profilo dal 5 marzo al 19 ottobre: 21 tappe per gli uomini e 10 per le donne, in 11 Regioni italiane complessivamente coinvolte, ovvero Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige e Veneto. Come si può leggere sul comunicato della Lega Ciclismo, partner istituzionali della Coppa Italia delle Regioni sono il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero del Turismo, il Ministro per lo Sport e i Giovani, il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. Health partner, con un supporto non condizionato, è Novo Nordisk che con il progetto Cities for better health da oltre 10 anni promuove la salute e la prevenzione, Mobility partner è Suzuki, Jerseys partner è Castelli. Il Trofeo della Coppa è un’opera disegnata e donata dal Maestro Michelangelo Pistoletto.


“La Coppa Italia delle Regioni è un evento che esalta il legame tra sport e territorio, valorizzando la grande tradizione ciclistica italiana e promuovendo principi come sostenibilità, mobilità sicura e sana competizione. Il ciclismo unisce comunità, racconta le eccellenze locali e genera crescita. Come Conferenza delle Regioni, sosteniamo con convinzione iniziative che rafforzano questi valori. Auguro il massimo successo a questa edizione e ai suoi protagonisti”.

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E’ quanto dichiara Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata e Coordinatore della Commissione Sport della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che questa mattina ha partecipato all’incontro di presentazione della Coppa Italia delle Regioni incastonato nel calendario 2025 della Lega Ciclismo Professionistico. L’evento si è svolto nella Sala della Regina della Camera dei Deputati con un prestigioso parterre di interventi istituzionali e i due video messaggi dei ministri Giancarlo Giorgetti e Antonio Tajani. Tutti hanno sottolineato come il ciclismo sia un fenomeno fortemente radicato nella nostra storia e nel mondo contemporaneo, rappresentando un grande asse in grado di promuovere allo stesso tempo lo sport, i territori e una ricchezza di valori, dai sani stili di vita alle pari opportunità. La Coppa Italia delle Regioni è un progetto innovativo nato nel 2024 per valorizzare i territori delle Regioni italiane coinvolte attraverso il ciclismo e per favorire la rinascita delle squadre professionistiche nazionali. La Challenge si basa su classifiche a punti, dove i punteggi di ogni singola gara contribuiscono alla formazione delle classifiche finali, ovvero Individuale, Giovani, Miglior scalatore, Combattività, Classifica a squadre. Sport, ma anche promozione dei territori, della salute e della sostenibilità, della mobilità in sicurezza e delle pari opportunità, formative e occupazionali: tutto questo vuole essere la Coppa Italia delle Regioni, un filo che unisce, cucendo fra loro i territori e valorizzandoli, con l’obiettivo di abbracciare tutta la Penisola e di farsi portatrice di messaggi importanti, che riguardano il ciclismo e tutta la nostra società.


“L’Italia – ha detto il Ministro per lo Sport, Andrea Abodi – è piena di meraviglie naturali, paesaggistiche, storiche, artistiche e culturali, è terra di tradizioni, folclore e tipicità eno-gastronomiche che rappresentano il patrimonio inestimabile della Nazione e dei territori che la compongono, che la Lega Ciclismo ha voluto inserire come perle in una preziosa collana: la Coppa Italia delle Regioni. Questa rassegna rappresenta una svolta, non solo nel panorama delle competizioni ciclistiche, ma anche nella modalità di organizzazione di un circuito che coniuga agonismo, turismo e socialità”.



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