Cosa emerge dal sondaggio sondaggio Emg, commissionato da Toscana Tv: quasi la metà dei toscani (44%) indica le opere idriche e di prevenzione del dissesto idrogeologico come la principale tra le priorità su cui lavorare nell’ambito dello sviluppo infrastrutturale della regione
Consapevoli dell’impatto della crisi climatica, e soprattutto memori delle alluvioni che negli ultimi due anni hanno colpito a più riprese gran parte del territorio regionale anche con effetti tragici, quasi la metà dei toscani (44%) indica le opere idriche e di prevenzione del dissesto idrogeologico come la principale tra le priorità su cui lavorare nell’ambito dello sviluppo infrastrutturale della regione.
Al secondo posto invece ci sono autostrade e superstrade (36%), con la Firenze-Pisa-Livorno incredibilmente promossa da oltre metà degli utenti (il 51% dà un voto tra 6 e 10) senza però un’indicazione netta sul suo destino futuro, nello specifico l’introduzione di un pedaggio a carico dei mezzi pesanti: il 35% è a favore, il 33% contrario e il 32% indeciso tra le due opzioni.
Perde presa invece uno dei temi che ha agitato più spesso la politica toscana, in particolare a Firenze e Prato, lo sviluppo dell’aeroporto fiorentino Vespucci, che resta dietro alle linee ferroviarie locali e dell’alta velocità (22%).
Ad approfondire il tema delle infrastrutture in Toscana è il secondo sondaggio Emg, commissionato da Toscana Tv e condotto il 18-20 febbraio scorso, che nella precedente puntata si era concentrato sui trasporti regionali. Due partite percepite come centrali per il futuro della Toscana.
Non a caso dalle rilevazioni emerge che per la stragrande maggioranza dei toscani le grandi opere infrastrutturali sono fondamentali: per il 63% sono abbastanza importanti e per il 26% molto, solo l’11% risponde poco o nulla. In cima alla lista come detto ci sono le opere di prevenzione del dissesto idrogeologico e subito dopo le superstrade, con il presidente della Regione Eugenio Giani che è tornato a chiedere al governo Meloni il finanziamento del progetto per la Tirrenica: «La sua importanza per tutta Italia è pari a quella del ponte sullo stretto di Messina. Abbiamo visto con preoccupazione il venir meno delle risorse a Anas per interventi da sempre attesi, in particolare i primi due lotti (dalla Tuscia laziale ad Ansedonia, e poi da lì a Grosseto), argomento su cui immagino il sindaco di Grosseto Vivarelli Colonna parli con il ministro Salvini».
Fuori dal podio delle priorità, seppur di poco, l’aeroporto di Firenze (22%) che può vantare però un giudizio favorevole al suo ampliamento da parte di oltre la metà (57%) degli intervistati.
Segue il porto di Livorno con il progetto Darsena europa (18%) e il collegamento tra Prato e Campi Bisenzio (16%) che divide però i cittadini sui progetti: il 36% ritiene più utile il collegamento diretto della tramvia dal centro Pecci all’aeroporto, il 22% il metrotram dalla stazione centrale di Prato a Campi Bisenzio passando per i macrolotti.
Ultimo posto invece per il restyling dello stadio Franchi, ritenuto solo dal 6% dei cittadini come prioritario.
Allargando lo sguardo sull’approccio in vista della realizzazione delle opere emergono invece varie sensibilità.
Da un punto di vista ambientale il 45% indica l’esigenza di tenere in considerazione l’impatto dei progetti senza però bloccarli mentre il 42% lo indica come priorità assoluta da rispettare. Solo il 13%, considera l’ambiente un elemento che non può essere di ostacolo allo sviluppo.
Riguardo invece a chi dovrebbe finanziare le grandi opere le posizioni sono ancora più variegate: secondo il 46% dipende dal tipo di opera, il 28% indica le istituzioni pubbliche, il 18% auspica il ricorso a partenariati pubblico-privati e l’8% prevalentemente a fondi privati ma con incentivi pubblici.
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