Inaugurato l’anno giudiziario. Albo: «Superato il deficit di denunce, buona interazione con la Provincia»
Nessun accorpamento delle sedi provinciali della Corte dei conti a quella di Venezia, secondo l’emendamento Foti che prevede la creazione di sei macroaree e l’eliminazione di 15 sedi dalle 21 attuali. «Trento e Bolzano sono coperte dalle norme di attuazione dello Statuto, quindi non è giuridicamente possibile che vengano assorbiti dalla sede di Venezia», ha subito chiarito il procuratore regionale della Corte dei conti Gianluca Albo, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025, ieri mattina nel Salone di rappresentanza di Palazzo Geremia alla presenza di tutte le autorità civili e militari. E ha sottolineato l’ottimo rapporto con la Provincia: «Rispetto alle criticità dell’anno scorso, abbiamo registrato una diversa sensibilità — spiega — non solo sono state recepite le nostre indicazioni, ma sono state date indicazioni con una direttiva specifica ai propri uffici sull’obbligo di denuncia dei danni erariali».
E sulla tassa di soggiorno, sempre grazie all’interazione con i vertici provinciali, è stato fatto un intervento sul testo, consentendo di «prevedere più controlli sulle riscossioni ma non con l’intervento diretto della Corte sulle 14mila strutture esistenti». Provincia promossa dunque dal procuratore generale e anche dalla presidente dell’organo di controllo della contabilità pubblica, Chiara Bersani, che hanno esposto dati e riflessioni sull’anno trascorso. Toccando anche il tema della separazione delle carriere della magistratura ordinaria, ricordando come finora anche il pubblico ministero deve ricercare le prove a favore dell’indagato e quindi «siamo sicuri che la scelta del legislatore di portare il pubblico ministero fuori dalla carriera del giudice sia più garantista per il cittadino coinvolto nel processo penale?», ha chiesto Albo. A margine della cerimonia il governatore Maurizio Fugatti ha espresso soddisfazione per «la collaborazione istituzionale, nel rispetto dei rispettivi ruoli» che si è rivelata «molto positiva e, specie nell’ultimo anno consentendoci di raggiungere buoni risultati».
Istruttorie pendenti
La Provincia ha anche razionalizzato, con la legge finanziari 30 dicembre 2024, la disciplina dei rimborsi delle spese legali ai dipendenti.
Il bilancio del 2024 vede la Procura con 302 denunce di danno ricevute, 17 inviti a dedurre nei confronti di 47 soggetti per un importo contestato di circa 694mila e depositato 15 atti di citazione per un valore ponderato di oltre 17,6 milioni. L’attività svolta evidenzia una riduzione delle istruttorie pendenti, passate da 646 a inizio anno a 438 al 31 dicembre 2024, con 276 pratiche archiviate e l’apertura delle nuove istruttorie con 170 fascicoli incardinati nel 2024, a fronte delle 302 segnalazioni di danno pervenute. Inoltre, sono state 156 le segnalazioni, di cui è stata disposta l’archiviazione immediata. Sono stati recuperati “per cassa” complessivamente oltre 628.000 euro, di cui la maggior parte (554.058 euro) durante la fase di esecuzione delle sentenze di condanna.
Contrasto alla corruzione
«Il principio di effettività della tutela ispira e regola l’operato della Procura regionale di Trento nella consapevolezza che il contrasto alla corruzione oggi è innanzitutto contrasto allo spreco di risorse pubbliche e alla loro distrazione funzionale», ha sottolineato il procuratore generale. Poiché «l’effettività della tutela dell’erario è stata pensata in un sistema integrato di contrasto alla corruzione e orientato alla massima sinergia tra magistratura, forze di polizia e amministrazione a tutti i livelli». E non solo repressivo «ma anche e soprattutto preventivo». Aggiungendo che «l’obbligo di denuncia è virtuoso.
Nel 2024, sono state inoltre 59 le citazioni a giudizio totali per un valore compressivo contestato pari a 6 milioni 167.632 euro. A fare il punto delle principali attività svolte è stata la presidente della Corte dei conti, Chiara Bersani. Tra le azioni a tutela dell’erario meritano un cenno le citazioni a giudizio di 14 amministratori provinciali e regionali per un ingente danno derivante dalla violazione dell’obbligo legale di congruità (art. 192, comma 2, del D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) nell’affidamento in house da parte della Regione Trentino Alto Adige dei servizi di informatizzazione del catasto e del libro fondiario. Tra le citazioni in ambito sanitario il medico a giudizio per un intervento chirurgico errato ad una paziente alla quale è stato perforato l’utero con l’Azienda sanitaria danneggiata per 45mila euro.
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